Triennale

Guardaroba emozionale: ovvero come ho trovato me stessa in un armadio

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Giovedì 29 gennaio, a partire dalle 18 alla Panetteria, uno spazio condiviso negli edifici dell’Umanitaria in via Solari 40, verranno esposti i lavori dell’artista Laura Morelli relativi al Guardaroba Emozionale, un progetto di arte pubblica e relazionale curata dall’associazione Connecting Cultures. Ve ne parlo con cognizione di causa perché ho partecipato a questa iniziativa, iscrivendomi al workshop che si è svolto in cinque incontri dallo scorso settembre fino a ottobre inoltrato.
Confesso che all’inizio ero molto perplessa: apprezzo Connecting Cultures e seguo molte delle sue iniziative nel campo dell’arte e della moda, ma onestamente non avevo ben chiaro di cosa si intendesse per “guardaroba emozionale”. (altro…)

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Trame. Le mille anime del rame in mostra alla Triennale

Metallo duttile e malleabile. Così ci veniva definito il rame sui banchi di scuola. Peccato che la maestra non ci descrivesse anche la bellezza del rame, i suoi bagliori caldissimi, la lucentezza e l’opacità, la sua continua capacità di trasformazione che lo fa diventare filo, paiolo, gioiello, lastra, abito, cavo, fusibile, persino tappeto.
Le mille metamorfosi del rame e le sue molteplici applicazioni sono le protagoniste dell’esposizione ‘Trame – Le forme del rame tra arte contemporanea, design, tecnologia e architettura’ in mostra alla Triennale di Milano fino al 9 novembre. (altro…)

Il tessuto vive. Ed è in mostra alla Triennale

Ho ritrovato anche Dainese, l’azienda più prestigiosa e innovativa nel campo dell’abbigliamento e dell’equipaggiamento da moto che conosco da tanti anni per motivi professionali, all’interessante – e bella! – esposizione ‘Textile Vivant, percorsi, esperienze e ricerche del textile design made in Italy’, in mostra alla Triennale di Milano dal 10 settembre al 9 novembre 2014. (altro…)

Abiti da Lavoro: la mostra sul lavoro che non c’è

Non mi era mai successo di visitare una mostra e di sentirmi a disagio. E’ successo alla Triennale di Milano in occasione dell’esposizione Abiti da Lavoro, inaugurata nei giorni scorsi e aperta fino al 31 agosto. Avevo letto molte segnalazioni e mi aveva incuriosito una delle immagini utilizzate per promuovere l’evento, quella di una donna vestita di rosso e pois bianchi e il viso coperto da una casetta in tinta. Chissà che occupazione avrebbe rappresentato? Interessante anche l’elenco dei 40 progettisti che avevano contribuito all’esibizione: da Alberto Aspesi a Nacho Carbonell, da Elio Fiorucci ad Alessandro Mendini, da Issey Miyake a Nanni Strada ad Antonio Marras a Rosita Missoni, solo per citarne alcuni.
Hanno tutti aderito all’invito del curatore Alessandro Guerriero a inventare degli abiti da lavoro. I loro schizzi sono stati trasformati in cartamodelli dai ragazzi dell’associazione Tam-tam e quindi trasmessi ad Arkadia Onlus, dove un gruppo di persone con disabilità li ha trasformati in abiti veri e propri. Abiti da Lavoro, appunto. Interessante.
Eccomi quindi davanti alla vetrata gialla che introduce alla mostra. (altro…)

La direttora e il fotografo. Storia di un amore

Sapessi come è strano vagare sola alla Triennale di Milano. Capita, se è un tardo pomeriggio di giovedì e ci si reca in Viale Alemagna con la curiosità di capire cosa può essere una  “lectio magistralis di fotografia e dintorni”, annunciata da un post di Facebook. Si può avere la sorpresa di trovare il palazzo semideserto per l’ora un po’ farlocca e di sentirsi  un po’ Jep Gambardella mentre ci si aggira in splendida solitudine nella Grande Bellezza (la digressione chiude qui, ma non potevo non farla: è stato un momento troppo bello… anche se non avevo un panama come Toni Servillo).
Torniamo quindi alla lectio, fissata il 5 giugno alle 19, alla Triennale. (altro…)